Zorro

Zorro
Contro le ingiustizie

giovedì 24 novembre 2011

Quale atteggiamento chiediamo al governo Monti

Fatico ad esprimermi in via definitiva, ed oltre a quanto già ho scritto nei post che precedono, sulla novità rappresentata dal c.d. governo tecnico. Non ho elementi per contestare le capacità tecniche, probabilmente indubbie, di molti esponenti, ed attendo che si esprimano, in via definitiva, sul tema che qui ci è caro: l'eliminazione dei privilegi e dei relativi sprechi. Mi auguro che sia chiaro a loro, anche a loro, che per chiedere sacrifici ai cittadini italiani i primi a sostenerli dovranno essere proprio i parlamentari, che godono di privilegi immorali. Il denaro che noi mettiamo loro a disposizione per svolgere gli incarichi assegnati, mescolato con una serie di privilegi vergognosi, è decisamente troppo.
L'attendibilità di qualsiasi presa di posizione, la sua obiettività, è a mio modo di vedere condizionata dalle decisioni in materia di privilegi: un paese che affonda non può tollerare che chi è corresponsabile delle scelte che ne hanno sancito la sconfitta non sia toccato minimamente e proprio nella sua funzione. Se non ribadiamo, con forza -prendendoci la responsabilità di fare sul serio proselitismo per essere in tanti- che non intendiamo dare credito ad una classe dirigente che non condivida la necessità di eliminare detti privilegi, non faremo un solo passo avanti.
Quando fare politica non “converrà” più, ma sarà un percorso intrapreso solo da chi intende prestare la propria opera per il bene della collettività, e non per avere uno stipendio che non ha mai saputo meritare, per godere di privilegi insensati e ispirati a guarentigie medievali, allora avremo almeno la certezza di avere a che fare con candidati di minima dignità. La prova che debbono offrire i colletti bianchi che compongono l'attuale compagine governativa è quella di avere mani e piedi per terra, di ricordare che se per loro buttare dieci euro per un caffè non significa nulla, per molti altri rappresenta invece uno sforzo inimmaginabile, uno sforzo dignitoso, esemplare, a volte pure eroico espresso per guadagnare quella somma.
Il ricco può non vergognarsi della propria ricchezza, se l'ha ottenuta onestamente, ma non può offendere la dignità di chi ha poco, molto spesso non per demerito suo. L'offesa consiste spesso nell'ignorare la difficoltà di milioni di famiglie, nel crederle tanto innocue, sotto il profilo della volontà di cambiare, da pensare di presentarsi a loro con la faccia tosta di chi, detenendo posizioni di privilegio, ignora -solo- la possibilità di rinunciarvi.  

martedì 15 novembre 2011

Politica ed ipocrisie

Anche nella giornata di ieri è proseguito il teatrino, triste, della politica con la "p" minuscola. Ora, addirittura, esponenti di spicco, per esempio Rosy Bindi, in tutta libertà riferiscono di aver parlato con il Capo dello Stato e di avergli promesso, data la crisi in atto, che si comporteranno bene bandendo atteggiamenti ispirati ad interessi faziosi ma lavoreranno "solo" per il bene del Paese. 
La stessa licenza linguistica dimostra quale scarsa cura esista, di norma, per gli interessi del Paese, con quale senso d'impunità si rappresenti come eccezionale ciò che invece dovrebbe essere normale: il servizio per il bene di tutti. 
Non sono confidenze sussurrate in qualche intercettazione telefonica, ma inconsapevoli confessioni di uno sciagurato senso del bene comune, da troppo tempo simbolo di una classe politica che non si vergogna più di nulla, nemmeno di sè stessa.

lunedì 14 novembre 2011

Governo dei tecnici vs Governo dei...

riflettevo sul significato del governo dei "tecnici"...ciclicamente, quando si affrontano crisi economiche o politiche, riemerge l'idea, straordinaria, del governo dei c.d. tecnici: avrebbero la capacità, in quanto eminenti rappresentanti del mondo dell'economia, delle finanze, della salute ecc. ecc., di prestare un'opera egregia, indirizzando il paese verso il benessere e senza farsi influenzare dalle posizioni di parte, dalle faziosità di quartiere. Ma allora, mi chiedo, gli altri, i non "tecnici", sono i balordi, incapaci, interessati, ed inconcludenti emeriti prodotti nocivi della politica? Se è così perché non si tolgono dai piedi per sempre giacchè ammettono di non essere il meglio che il paese può permettersi?

venerdì 28 ottobre 2011

Mondoroverso

Ringraziamo l'amico e sostenitore Gianpietro Botteon per l'aiuto che ci da con il suo blog che vi invito a frequentare!

giovedì 29 settembre 2011

Dispetti e paure...diamo fastidio!

la casta, allertata dal successo del gruppo, come vi dicevo già in precedenza sta calibrando la sua offensiva, ovviamente contro il sottoscritto che si è esposto maggiormente; a quanto mi viene riferito da ben informati uno dei timori, che peraltro ha riedizioni cicliche, è che io possa volermi condidare Sindaco...stiano tranquilli loro, state tranquilli voi, non ne ho alcuna intenzione, anzi mai l'ho avuta! Il nostro manifesto, peraltro, è chiaro nel negare iniziative simili. Fa specie, tuttavia, che loro, pur sapendolo, nutrano questo dubbio: è probabile che al mio posto, con il vantaggio di un movimento come questo, sarebbero agili nel dimenticare i loro impegni...Ma state pur tranquilli, non accadrà nulla di questo genere. Per non perdere tempo, tuttavia, si stanno premurando di esercitare, diciamo così, dovute pressioni, lanciano moniti biechi, indiretti e pure frontali, ad ennesima riprova del fatto che stiamo dando fastidio...
Insistiamo allora, tutti insieme, perchè sprecare per nulla tutte le energie spese sarebbe veramente un delitto...

lunedì 26 settembre 2011

La casta e i consulenti

La casta e gli "amici consulenti" ai quali elargire consulenze...

Riflettevo anche su di un altro dato, in materia di consulenze clientelari, che dovrebbe farci riflettere: l'addio alla meritocrazia, sostituita dal sistema mafioso-clientelare secondo il quale lavori solo se sei "amico", e non importa se pure bravo e meritevole, fa fallire il sistema della concorrenza alterandolo inesorabilmente.
Spegne aspettative, dei giovani, che riguardano i frutti del loro impegno, arricchisce i mediocri, tra l'altro in grado di fornire servizi altrettanto mediocri, agevola l'accentramento del potere, pure tra i professionisti, in poche mani ben al di la, come premesso, dei meriti.
Quando i giovani si chiedono, quindi, perchè lottare, per esempio unendosi a noi, perchè preoccuparsi, sin da subito, di questo vergognoso male sotterraneo, possono darsi una risposta semplice semplice: lo facciamo per noi, per il nostro futuro, per continuare a sperare che l'impegno sia la via per riuscire.

venerdì 23 settembre 2011

Date addosso ai nemici della casta!

Durante l'ennesima tribuna politica di ieri, ed al di là della persuasione -per chi scrive pari a zero- che suscitano i protagonista dell'una e dell'altra fazione, di nuovo ci siamo sentiti chiamati in causa tra coloro che adottano la c.d. casta a loro bersaglio. Nuovamente è stato affermato che bisogna fare molta attenzione all'antipolitica, guardarsi da atteggiamenti populisti, addirittura siamo stati ammoniti a non mettere l'Italia nelle mani dei burocrati. Insomma siamo noi rivoluzionari anti-casta il vero pericolo per l'Italia!
Tra un'ammissione e l'altra relativa ai costi, abnormi, della politica, nessuno si è però detto disponibile a rinunciare ai suoi privilegi, quanto meno sino a che non saranno eliminati dall'alto. E' evidentemente in atto il tentativo, tipico dell'animale ferito, di seminare zizzania durante la fuga per confondere il suo aggressore: tenere lontana la tensione emotiva dal nodo, cruciale, dei privilegi è forse l'unica strategia dei parolieri di professione.
Noi pensiamo, invece, che senza la rifondazione, dalle basi, del sistema dei privilegi, che va cancellato, la credibilità della politica, dei candidati presenti e futuri, non sarà mai dimostrata.
E' necessario giungere alla prossime elezioni con un sistema ampiamente riformato, che allontani dalla vita politica i millantatori, i cacciatori di tesori che nella vita reale mai sarebbero in grado di trovare, i disperati che hanno investito tutte le loro risorse nella rincorsa al "posto fisso della politica".
Uno dei sistemi è certamente quello di sottrarre dai loro artigli il tesoro, rendere molto meno vantaggioso, dal punto di vista economico, scendere in campo; sottrarre energie al sistema clientelare, che si fonda sullo scambio di favori ma pure di utilità economiche.
Queste risorse vanno restituite ad un sistema in grado di distribuirle alle fasce deboli, ai malati, agli anziani, ai giovani che cercano lavoro. Oggi, invece, è nelle mani di moltissimi parlamentari (ne basterebbero la metà) che lo utilizzano anche per alimentare al loro rete di connivenze, favori, sconti, visibilità.
Vorremmo fosse chiaro che chi non manifesta nei fatti, inderogabilmente, la sua contrarietà al sistema attuale dei privilegi, rinunciandovi sin da subito, non merita neppure la nostra attenzione, qualsiasi sia lo schieramento dal quale proviene, al quale ambisce di trasferirsi più o meno coerentemente.
La linearità di questo approccio, che condividiamo sin dalla nascita del Movimento Basta Sprechi, la semplicità del messaggio che contiene, deve attraversare l'opinione pubblica, produrre la consapevolezza che senza tale normale gesto di rifiuto di privilegi incomprensibili manca del tutto l'attendibilità del politico al servizio, suo fine primario e spessissimo dimenticato.

lunedì 19 settembre 2011

Tra inerzie e disfattismi

Ad alcuni è chiarissimo, ad altri meno, molto meno. Forse in questa incomprensione consiste la disaffezione, l'inerzia civica da molti manifestata. Curiosa, ma attesa, anche l'incapacità di alcuni di stare alle regole, di accettare che non si possa sempre fare e dire tutto in qualsiasi luogo, od occasione. Non è curioso se ci si definisce degli "anarchici assoluti" e nemmeno se si manifesta un desiderio irrefrenabile di trattare qualsiasi bacheca, o gruppo, come il salotto di Maria de Filippi. Vero è che siamo tendenzialmente abituati al peggio, alle liti cercate ad ogni costo pur di essere cliccati, cercati, visibili, ma è pur vero che non è necessario essere d'accordo, per esempio con alcune regole funzionali ad un progetto, ed in tal caso sarebbe forse più onorevole non frequentare un luogo le cui regole, legittimamente, non si accettano.
Ma torniamo a noi: il web è colmo di occasioni per lamentarsi, e basta; addirittura per insultare, dare libero sfogo alle proprie peggiori tendenze, per costruirsi un bersaglio con l'effige di Berlusconi piuttosto che Bersani, ebbene questa non è una di quelle occasioni, di quei postriboli.
Il gruppo è stato creato con un'altra finalità, quella di affrontare un vizio trasversale, a tutti gli schieramenti, grazie al quale esistono privilegi, per nulla giustificati, a favore di chi dovrebbe essere animato, invece, da spirito di servizio. Non ci interessa la destra, la sinistra, vorremmo, per usare un frase ad effetto, volare alto, ma nel senso di non essere strumentali a scaramucce di partito, non adesivi per uno schieramento, e tanto meno protagonisti di scalate al potere. Per tale ragione, che evidentemente infastidisce chi è abituato a leggere la realtà solo grazie alle lenti faziose che indossa, e che ha bisogno di sentirsi dire che la destra fa schifo o la sinistra fa pena, è stato deciso di lasciare fuori le proteste generiche, lasciar perdere il più possibile il qualunquismo, anche e soprattutto per non dare l'impressione, a chi ci visita, della solita occasione concessa al turpiloquio; ve ne sono molte, chi le brama le frequenti lasciandoci senza animosità.
Le vostre segnalazioni, spesso commentate con grande acume, sono quindi utili ed apprezzate in quanto funzionali ai nostri temi. Apprezzabili, ma fuori luogo, se estranee ai nostri fini.
E' inutile far finta di poter affrontare tutto, e battere tutti; credo sia molto più onesto prefiggersi un unico fine, che nel nostro caso consiste nella profonda revisione, senza colore, delle regole che sovrintendono i privilegi detestabili che hanno reso l'attività politica a certi livelli, per molti (non certo per tutti), un miraggio economico insostituibile.
Il vizio, dicevo, è trasversale, perchè non mi risulta (ma potrò sbagliare) che vi sia chi abbia deciso di autoridursi indennità, rifiutare privilegi, asserendo addirittura che fino a che non lo fanno tutti non sia giusto chiederlo solo ad alcuni; come a dire: ammetto che sia sbagliato passare con il rosso, ma finche sbagliano loro sbaglio pure io.
Altri ci vorrebbero in piazza, attorno a gazebi, scesi in campo, con o senza elicottero, e quindi omogenei ad uno standard secondo il quale realizzata un'iniziative di un certo seguito, l'attenzione va sfruttata con una condidatura; come se, aggiungo, un candidato, da solo, potesse sradicare questo malcostume.